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Alla
scoperta degli antichi popoli del mondo
L’OCEANIA
Questo vastissimo continente presenta una
forte differenziazione delle lingue e dei tipi umani, dovuta alla
dispersione e all'isolamento dei territori. La cultura, invece, è
uniforme e altamente specializzata. Gli Australiani costituiscono un
gruppo etnico a sé con differenze locali dovute alla loro antica
diffusione.
La Nuova Guinea
è abitata dai Papua con differenze linguistiche
marcate, le coste orientali dell'isola sono occupate da popolazioni
parlanti dialetti Melanesiani che si estendono dalle isole
dell'Ammiragliato alle isole Figi. Micronesiani e Polinesiani si differenziano per i caratteri antropologici e per
alcuni elementi culturali
gli
australiani e tasmaniani
Gli Australiani, nomadi con ripari di tipo
paravento di corteccia d'albero, vivono di caccia, pesca e raccolta.
Complessa l'organizzazione sociale con grande autorità degli anziani
(gerontocrazia). I Tasmaniani si sono estinti alla fine del secolo scorso.
L'economia di caccia e raccolta si serviva di strumenti di pietra
scheggiata, osso e conchiglia. L'abitazione era un paravento con
foglie e rami. Veneravano gli esseri supremi personificati nei grandi
fenomeni naturali. Utensili e armi fra cui il búmerang, il propulsore
a tavoletta e lo scudo-bastone sono di legno, osso, pietra
aborigeni
australiani
Al tempo del loro primo contatto con i
colonizzatori europei, nel
tardo XVIII secolo, i nativi australiani erano prevalentemente popoli
di cac ciatori- raccoglitori in possesso di una ricca cultura orale e
valori spirituali basati sulla venerazione della terra e sulla fede
nel “sogno” inteso contemporaneamente come l’antica epoca della
creazione del mondo( il cosiddetto dreamtime, o tempo del sogno) e
l’attuale realtà del sognare ( dreaming); l'esatta epoca di arrivo
degli antenati degli aborigeni è oggetto di disputa tra gli
archeologi. L'opinione più accreditata è che vennero dall'Indocina
più di 50.000 anni fa, questo significa che si sono succedute in
Australia oltre 1250 generazioni.
i papua
I Papua della Nuova Guinea sono agricoltori
alla zappa, in parte
cacciatori e, lungo i fi umi, abili pescatori. Si impiegano con grande
maestria piroghe monoxile (ricavate da un unico tronco d'albero) per
la pesca nei fiumi, e piroghe a uno o due bilancieri sul mare aperto,
le stesse usate per il trasporto e il commercio. La metallurgia, come
nel resto dell'Oceania è sconosciuta. Diffuso l'uso del betel, esteso
anche alla Melanesia. Nella sfera cultuale un posto preminente occupa
il culto degli antenati in onore dei quali si costruiscono i Korwar
per sostenere il cranio dei defunti
i
melanesiani
Nelle
coste orientali della Nuova Guinea e negli arcipelaghi della
Melanesia, fino alle isole Figi vivono i Melanesiani. Agricoltori
'alla zappa", allevano il cane e i maiali (questi ultimi a scopo
religioso e per i matrimoni). La popolazione è divisa in clan
esogamici. Diffusa la caccia alle teste per la quale si costruiscono speciali
piroghe, e l'antropofagia rituale. Melanesiani e Papua sono noti per
il carattere bellicoso e l'arte scultorea, ad esempio le maschere-elmo
che incarnano i defunti nelle cerimonie funebri. Il volto, in legno
policromo, porta una cuffia, le tempie sono di tapa (stoffa di
corteccia) o rivestite di calce, con sopra una cresta di rafia..
I
micronesiani
I Micronesiani, e in particolare gli abitanti
delle Isole Gilbert e Kingsmill,
si distinguono per alcuni dati culturali: tessitura, imbarcazione con
vela quadrata, armi con denti di squalo e corazze di fibre di cocco
intrecciate. Il tatuaggio era diffuso e nelle Caroline copriva estese
zone del corpo. Sconosciuta l'antropofagia.
i
maori
I
Maori sono un popolo
polinesiano, diffuso principalmente nel nord della Nuova Zelanda. Hanno
tratti negroidi e mongoloidi, e sono generalmente alti, con la pelle di
color bruno chiaro. Si ritiene che oggi la popolazione dei Maori si
aggiri intorno alle 200.000 unità. Benché essi parlino tutti inglese,
la loro lingua originale è detta Maori.
L'arte dei Maori assomiglia a quella della Papuasia.
Le loro abitazioni, in legno, sono spesso decorate con complessi
intaglia policromi. Artistica va considerata anche la pratica del
tatuaggio del volto e del corpo, che rappresenta una delle tradizioni più
importanti e resistenti di questo popolo. Tipica è anche la danza della
Haka, resa celebre anche in Occidente dagli All Blacks, la nazionale di
rugby neozelandese, che prima di ogni match intona
la Ka Mate
, una delle due versioni di Haka (l'altra, meno famosa, è
la Peruperu
, una danza di guerra).La società maori è tradizionalmente suddivisa
in caste e in clan matrilineari,
Moko
Il moko è il
tradizionale tatuaggio con cui i Maori dipingono i loro volti. I
guerrieri utilizzano il moko per raccontare la propria storia: ogni
segno indica un diverso avvenimento della propria storia personale. Le
donne riportano il tradizionale segno sul mento ad indicare che sono
legate ad un guerriero...
i
polinesiani
I Polinesiani sono agricoltori e abili
navigatori. Le piroghe doppie dei Maori della Nuova Zelanda portavano
fino a 200 persone. Utensili e armi sono di legno, osso e pietra
levigata. Preparavano la tapa, usata anche come vestiario. Notevoli i
campioni raccolti a Tahiti e alle Hawaii nel 3° viaggio di J. Cook
(1776-79).
Struttura Socio-Politica
La struttura socio-politica polinesiana, ma anche delle isole Figi e delle isole micronesiane influenzate dalla Polinesia, vede la distinzione di
classi con potere politico centralizzato nelle mani di un capo. Anche
il tatuaggio è segno
distintivo di prestigio sociale e, in Polinesia,
era diffuso ovunque. Venivano
impressi sulle varie parti del corpo, a seconda del sesso e della
classe sociale. Lo strumento usato è un pettine dalle punte
acuminate, impregnate di una sostanza colorante, battuto da un
martelletto: tatuaggio per puntura. I maestri del tatuaggio - tafuga a
tatau - erano tenuti in grande considerazione.
Esistono opinioni divergenti su come i popoli polinesiani
siano giunti a stabilirsi nelle isole del Pacifico, ma appare chiaro che
i primi abitanti furono grandi navigatori che attraversarono vaste
distanze nell'oceano, arrivando ad occupare un'ampia zona costituita
dall'odierna Polinesia Francese più le Hawaii,
la Nuova Zelanda
, parti dell'isola di Nuova Guinea, Tonga e le Isole Cook. Si ritiene
che queste genti siano partite dal Sud-est Asiatico circa 3000 o 4000
anni fa e che abbiano iniziato ad arrivare in quella che oggi è
la Polinesia Francese
verso il 300 d.C. In origine le isole erano governate da capi che
comandavano enormi flotte di canoe a bilanciere. Le pratiche religiose
di quell'epoca prevedevano i sacrifici umani.
Alcuni dei primi visitatori europei, tra cui Samuel Wallis (1767),
Louis-Antoine de Bougainville (1768) e James Cook (1769), al loro
ritorno in patria narravano di un paradiso in terra abitato da 'nobili
selvaggi' e da donne
bellissime che si concedevano liberamente. Quando
Bougainville ritornò a Parigi, le storie di questo fantastico luogo
tropicale in cui si praticava l'amore libero circolavano ormai per tutta
l'Europa e diedero vita a un mito che incantò personaggi quali Herman
Melville, Robert Louis Stevenson e Paul Gauguin.
L'evento più famoso della regione, avvenuto in tempi relativamente
recenti, fu l'ammutinamento del Bounty: fu infatti a Tahiti e sull'isola
di Tubuai che Fletcher Christen e i suoi compagni si rifugiarono dopo
aver abbandonato, il 28 aprile 1789, vicino alle isole di Tonga il
capitano William Bligh e l'equipaggio rimastogli fedele, lasciandoli in
balia delle onde in una minuscola barca scoperta.
Posizione
della Polinesia
La regione è
composta da molte piccole isole tra cui:
- Isole Hawaii ,Isole della Fenice e
Sporadi equatoriali ,Isole dell'Unione ,Isole Tonga ,Isole Cook ,Niue
,Isole della Società e Isola di Tahiti ,Isole Tubuai ,Isole Tuamotu
,Isole Marchesi ,Isole Gambier ,Rapa , Îlots de Bass ,Isole Tuvalu
,Isola di Pasqua e dipendenze ,Isole Wallis e Futuna ,Isole Samoa ,Pitcairn
e dipendenze
I
LINGUAGGI POLINESIANI
La formazione dei vari linguaggi Polinesiani è ovviamente legata alla
storia delle leggendarie migrazioni nell'Oceano Pacifico.

Tutto
iniziò in Asia circa centomila anni fa probabilmente in India (
infatti in questa regione si è ritrovata una misteriosa scrittura
geroglifica identica a quella incisa sulle tavolette di Rongo Rongo
a Rapa Nui, l'Isola di Pasqua ) .
Questo gentile popolo fu però ( a partire da 50.000 anni fa )
minacciato da tribù nemiche che lo spinsero sempre più a Sud-Est fino
ad incontrare l'Oceano Pacifico ( infatti dal Madacascar all'Isola di
Pasqua si parlano lingue provenienti da un unico ceppo ).
Ovviamente si tratta solo della tesi più accreditata, in quanto il
popolo Polinesiano, a differenza dei vicini Melanesiani, rimane
uno dei grandi misteri del Pacifico. Un'altra teoria, meno ufficiale,
sostiene invece l'ipotesi di una migrazione opposta: verso Ovest, dal
Sud America ed è supportata dall'esperimento di Thor Heyerdahl che
decise di costruire nel 1947 una zattera con sette tronchi di balsa e
che in 101 giorni dimostrò la fattibiltà di un viaggio con mezzi
ancestrali dal Sud America sino alla Polinesia arrivando sano e salvo
sino all'atollo di Raroia nelle Tuamotu.
Ma torniamo ai nostri Polinesiani bloccati in Asia di fronte al
Pacifico.
Spinti dall'istinto di sovravvivenza dovettero imparare per bene l'arte
della navigazione e senz'altro ci riuscirono con successo !
...probabilmente i Polinesiani furono i navigatori più abili del mondo
e per questo sono chiamati ironicamente: "i Vikinghi del
Pacifico" !!!
Con le loro geniali imbarcazioni a bilanciere ( da cui poi derivarono
gli odierni catamarrani ) sfidarono il mare in tempesta, la fame, la
sete, gli stenti riuscendo a colonizzare l'Oceano più vasto del mondo...ed
il tutto senza bussole o conoscenze certe. Per navigare si basarono
sulla propria esperienza e sull'osservazione delle stelle, del sole,
della luna, delle correnti marine, degli uccelli e dei venti. Gli unici
aiuti "strumentali" vennero dai "mattang", delle
carte nautiche dove le correnti venivano rappresentate con bastoncini di
bambù e le isole con conchiglie e dal maiale che con il suo fine
odorato sentiva la "terra" molto prima di essere avvistata.
Un altro metodo era liberare dei volatili: se questi non tornavano alla
zattera allora voleva dire che avevano trovato la terraferma e quindi
dirigevano le imbarcazioni in direzione del volo dell'uccello.
Gli unici cibi che venivano portati a bordo ( oltre ai maiali ) erano le
galline, i topi commestibili, il taro, le patate dolci, i cocchi ( anche
per bere ) e poco altro; ovviamente solo una parte del cibo era
destinata all'alimentazione durante il viaggio, il resto serviva per
"colonizzare" l'isola di approdo ( spesso priva di risorse )
oppure le isole intermedie adibite a "rifornimento" sulle
rotte più utilizzate.
Purtroppo tutto quello che si sa proviene dalla tradizione orale in
quanto la scrittura non
era conosciuta ( o se ne era persa la conoscenza...) Secondo la
mitologia Maori intorno al
1500 aC
. il popolo "dalle grandi canoe" si stabilì a Nord della
Nuova Guinea, nelle Bismark ...poi continuarono a migrare nelle vicine
Fiji nel
1400 a
.C. ( dove però in un secondo momento furono annientati dai sanguinari
Melanesiani di razza negroide )...nel
1300 a
.C. erano a Tonga, nel
1000 a
.C. nelle Samoa...e così via: ogni volta che un isola si sovraffollava
( o veniva predetta una profezia...vedi il racconto di HotuMatua delI'isola
di Pasqua ) un gruppo di navigatori partiva alla volta di una nuova
colonizzazione ( vennero praticamente occupate tutte le isole dalla
Malesia al Perù ).
Nel
300 a
.C. dalla mitica isola di Hawaiiki nelle Samoa i Polinesiani arrivarono
nell'attuale Polinesia Francese, alle Marchesi. Dalle Marchesi poi si
espansero gradualmente in tutte le direzioni raggiungendo le Isole della
Società, le Hawaii, le Cook, l'Isola di Pasqua e
la Nuova Zelanda.
Prepariamo
, su misura, viaggi alla scoperta di
questi popoli antichissimi
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